Libertà digitale

Da qualche anno i miei account Instagram e Facebook sono privati: “amici” rimossi, contenuti ancora lì.

Non posto più da allora, al massimo mi sono concesso qualche commento in giro per pagine e gruppi.

Non avevo fatto il grande passo di fare un backup e cancellare gli account, ma oggi è quel giorno: account chiusi e grazie per tutto il pesce.

Liberarsi di WhatsApp sarà impossibile, ma va bene così. Prima o poi riuscirò anche in quello.

Immuni? No grazie.

Bravi tutti eh.

Bravo il governo che ha scelto quella che probabilmente è la più grossa realtà italiana di sviluppo mobile e non il solito caciottaro raccomandato.

Brava Bending Spoons, da sviluppatore non oso immaginare la pressione a cui sono stati sottoposti tutti i membri del team.

Un po’ meno bravi voi. Io non ho in alcun modo intenzione di contribuire a creare un pericoloso precedente di “tracciamento massivo della popolazione da parte del governo”, fosse anche garantita la mia privacy come in questo caso.

Creare un’abitudine al download di applicazioni “del governo” che “ti tracciano” e renderla una cosa “normale” va evitato in tutti i modi.

La prossima app potrebbe non essere così sicura.

Per gli autografi, da questa parte

In questa settimana di ferie non sono stato con le mani in mano: ho fatto un sacco di cose, ho addirittura pubblicato due libri. Come ho raggiunto questo straordinario risultato?

Se fossi fan di uno di quei guru del web vi direi: “ho semplicemente seguito il corso di Marco Gurupreneur che per soli 999.99€ mi ha insegnato come rimanere concentrato”.

In realtà ho solo investito un paio di giorni del mio tempo: ho unito una cosa che so fare (programmare, mi pagano per farlo di solito, quindi devo essere almeno “decente”, no?!) con una cosa che non sapevo fare (pubblicare libri in self-publishing sulla piattaforma Amazon KDP).

Di solito funziona così, non ho inventato nulla. Sin dai tempi antichi l’uomo ha preso qualcosa che sapeva fare e l’ha usato per fare qualcos’altro: vediamo un esempio.

Grog ha molto tempo libero: nel 5000 A. C. Facebook non è stato ancora inventato. Sa scalpellare la pietra, ma non sa come muoversi più velocemente. Un bel giorno vede rotolare dei sassi giù per una collina.

Gli viene un’idea.

Ordina subito uno scalpello nuovo su Amazon (sì, Amazon c’era già, fidatevi) e scalpellando pietre quadrate ottiene pietre tonde che attacca a dei contenitori di legno. Ora può muoversi con molta più facilità.

Mette la sua invenzione in vendita su Amazon, chiamandola ruota. Ottiene subito un successo enorme.

Quindi, tornando ai giorni nostri, ho preso quello che so fare, ho tirato fuori dal cilindro con un po’ di bestemmie un generatore di Sudoku (con tanto di soluzioni) e gli ho appiccicato questa libreria per la generazione di PDF.

Pubblicare poi il risultato su Amazon KDP è stato più facile del previsto. Basta seguire le istruzioni, produrre un PDF per il libro e uno per la copertina (la parte più fastidiosa è la definizione dei margini, ma niente di insormontabile), fare l’upload e decidere il prezzo.

Amazon si occupa di tutto il resto, come al solito, è quasi fastidiosa per quanto è precisa. I libri vengono stampati al momento dell’ordine e inviati a casa dell’utente freschi di stampa.

Il tutto senza nemmeno dover garantire un minimo di copie come fanno “certi editori” di mia conoscenza.

Quindi ora sono un autore pubblicato, e voi no. O meglio, non ancora. Non avete davvero scuse. Sorvoliamo sul fatto che si tratti di Sudoku (che nemmeno mi piacciono, preferisco le parole crociate), ma da qualche parte dovevo pur cominciare.

Prima o poi finirò anche quel romanzo che tratta di dinosauri programmatori. Ma prima vado a bullarmi con certi miei conoscenti che hanno pubblicato anche loro un libro in questo modo e fanno i professoroni su LinkedIn con titoli quali “Autore/trice di romanzi” (storia vera, ahimé).

Ah, curiosi di vedere i miei primi due capolavori? Li trovate qui:

Per gli autografi, da questa parte, prego.

Coronavirus e social network

3 (o 6?) casi confermati in Lombardia e il panico sui social è alle stelle. Su Facebook, visto che ho un po’ di tempo da perdere (sono a casa malato, niente coronavirus), ho trovato un po’ di tutto anche con l’aiuto di amici e colleghi.

  • La caccia all’untore: tutti vogliono I NOMI, che la privacy vada a quel paese
  • La colpa data al governo
  • Razzismo nei confronti dei cinesi
  • Medici della domenica che gridano alla quarantena per tutta la pianura padana e suggeriscono impacchi di vitamina C

Un popolo di santi, poeti, navigatori e virologi.

I VIP di domani

Questo blog si chiama “pensieri sparsi”. Ecco un bel pensiero sparso, nato dalla lettura di questa notizia.

Gli influencer, gli YouTuber, gli streamer (chi più ne ha più ne metta) famosi oggi tra 30 anni ce li ritroveremo in tv (o quello che la sostituirà) a piangere perché non hanno un euro e nessuno li fa lavorare.

Ho poi scoperto che Barbara D’Urso tiene una rubrica sull’argomento nella sua trasmissione.

Dai, guardate anche voi un video di Barbara D’Urso. Dai.

“DevOps”, di Fabio Mora

DevOps Fabio Mora

Se anche solo per sbaglio bazzicate il mondo della programmazione o del web, dovreste leggere il libro “DevOps” di Fabio Mora. Lo trovate su Amazon: https://www.amazon.it/dp/8850334508

Fabio è una di quelle persone preziose, che ti danno qualcosa anche solo cazzeggiando davanti ad una birra. Ottimo anche il lavoro di Andrea Delfino e Mattia Tommasone, ma che siano “gente spessa” non lo scopro oggi.

Bonus: è la prima volta che mi ringraziano in un libro. Spero non sarà l’ultima o magari un giorno un libro lo scriverò io, non si sa mai.