Pasticceria “ciccio pasticcio”

Dove abito io (a 5/600m da casa mia) c’è questa pasticceria/bar davvero strana, aperta da almeno 3 anni. Apre tardi (alle 9:00), è chiusa nei giorni di festa (a Pasqua e Pasquetta era chiusa, per esempio) e non ci ho mai visto entrare nessuno.

Ho cambiato lavoro qualche mese fa e prima di cominciare a lavorare per la nuova azienda ho avuto qualche giorno libero attorno al Natale. Saranno state le 10 del mattino, spinto da morbosa curiosità entro per far colazione.

Immaginate la scena: di solito le pasticcerie prima del Natale traboccano di Panettoni, profumi e clienti. Non c’è nessuno. Bancone tristemente vuoto, neanche un alberello di Natale. Scopro che la commessa (o la proprietaria?) è appesa ad una scala per cambiare una lampadina e ci mette 10 minuti per venire a servirmi. Chiedo una brioche. Non ne aveva.

Prendo il mio caffé e me ne vado.

Ora, anche se la prima (e più probabile) ipotesi è quella che la pasticceria sia solo l’ennesima copertura per qualche operazione di riciclaggio di denaro sporco (in Brianza regna l’ndrangheta, ma pure la camorra si sta facendo spazio), mi piace credere che questa pasticceria tutta decorata di viola sia gestita da un pasticcere ricchissimo e pasticcione che ci mette tanto amore e passione in quel che fa, ma davvero, non gliene riesce una.

Oppure il pasticcere è talmente strafatto di eroina che crede di avere un negozio ben avviato quando in realtà è steso in un letto con la siringa perennemente nel braccio e la sua commessa fa quel che può pur di mantenere il posto di lavoro, non so, è che mi piace credere alle favole. Anche a quelle senza lieto fine.

Cave canem

Freddie è arrivato il 16 Gennaio. Il nome completo sarebbe Freddie Mercury My Lovely Valentine. Ma non ce la meniamo. È un monello Jack Russell di quasi 4kg ormai. Impara. Cresce. Gioca. E noi con lui. C’è molto da lavorare. “La razza è difficile!” ci hanno detto. Le cose difficili ci piacciono.

Ci ha migliorato e cambiato la vita? Sì. Decisamente.

Agorafobia, portami via

Lidl, nuova apertura proprio accanto a casa. Cerco parcheggio. (ma sono tutti qui?). Ci metto 15 minuti. Entro. Disinfettante. (non provano la temperatura?). Un vecchio tossisce. (stai a casa vecchio di merda). Si abbassa la mascherina. Tossisce forte. Mi allontano. (vai a casa, vecchio di merda). Gli altri si allontanano. Ansia. (e se lo incrocio nella prossima corsia?). Non compro niente. Esco. Disinfettante.

Vado al Mediaworld. (così mi passa). Parcheggio. Fila all’ingresso. (vaffanculo, ma tutti qua siete?). Giro i tacchi. Disinfettante. Torno a casa. Passo davanti al bar della mia piccola frazione. Veranda. Chiusa. Tavolini tutti pieni. (che cazzo?!). Distanza zero. Mascherine zero. (la mascherina ostacola lo spritz). (ma sono io pazzo o sono loro?).

Casa. Disinfettante. Cambio. Relax.

Ho pianto un po’

Ho pianto un po’ e non mi vergogno a dirlo. Le file al supermercato e la spesa online, i morti, i bollettini alle 18, le chiamate su Zoom e FaceTime, i week-end chiusi in casa, la paura per quella tosse che è durata un mese, la paura per sorelle, nipoti, genitori, parenti…

Non è finita, eh, ma posso almeno guardare indietro e versare qualche lacrima. Lacrime di tristezza, ma anche lacrime di orgoglio.

Recovery fund, tutti i 557 progetti

Io ve ne racconto qualcuno, lascio a voi il giudizio. Il documento lo scaricate qui.

  • Domotica di controllo impianti palazzo della Farnesina. L’obiettivo è la creazione di un sistema domotico per la gestione coordinata di tutti gli impianti del palazzo della Farnesina, in modo da raggiungere la cosiddetta building automation e avere un edificio intelligente.
  • Progetto Giustizia Predittiva. Implementazione di modelli di Intelligenza Artificiale per la predisposizione degli atti difensivi e parerilegali e per la predizione del possibile esito della causa sulla base dei risultati delle precedenti difese dell’Avvocatura Di Stato (migliorestrategia giudiziaria a partire dai dati).
  • Sentiment analysis. Analisi e mappatura dell’attuale grado di soddisfazione del cittadino nei confronti dei servizi della Pubblica Amministrazione. Dalla reputation al sentiment, all’ individuazione dei diversi gradienti di criticità con la creazione di un sistema strutturato di raccolta e analisi dei feedback, il coinvolgimento di figure come i data analyst.
  • Ammodernamento impianti di molitura olive.
  • Foreste urbane resilienti per il benessere dei cittadini.

Cioè, avevo basse aspettative… Ma..

Ha ancora senso fermare il Paese un mese all’anno?

Le ferie d’Agosto, una bellissima invenzione. Già da qualche giorno la gente comincia ad impostare gli auto-risponditori sulle email. Gli uffici che erano pieni si sono svuotati, quelli che sono vuoti non vedono passare nemmeno un byte sulle VPN, il tutto continuerà per un mesetto buono.

Da piccolo mi chiedevo come fosse possibile dover girare per tutto il paese per trovare un panificio aperto. Da quando, ormai un sacco di anni fa, ho cominciato a lavorare con l’estero, da fuori si sono sempre mostrati stupiti del fatto che la mia azienda fosse praticamente offline da fine luglio fino a fine agosto.

Personalmente non ho nulla contro le vacanze, sia chiaro. Non mi spiego perché non si riesca (a livello delle aziende, ma a questo punto anche "personale") a spalmare le ferie estive sul periodo che va da Giugno a Settembre: chi vorrà andare in vacanza ad Agosto sarà libero di farlo, chi come me preferisce altri periodi, anche…

Ho la fortuna di lavorare (e aver lavorato) in aziende dove posso scegliere tranquillamente quando andare in ferie. Altri non hanno questa fortuna.

La cosa si sta ripetendo anche ora. In ufficio da me (in realtà su Slack, ma poco cambia) è tutto un discutere di: "chiudiamo x perché poi non ci sono".

Ora, lasciando stare Marchionne che in questo pezzo di video ha anche un po’ ragione, e considerando che ormai i supermercati sono aperti H24 mi chiedo…

Ha ancora senso che un paese intero chiuda ad Agosto? Ha senso che lo faccia ANCHE quest’anno?

E voi quando andate in ferie di solito?

Il mio setup per quando lavoro da casa

Smart working, lavoro remoto, lavoro da casa… Chiamatelo come vi pare. In questi mesi di lockdown prima e di smart working poi, ho dovuto per forza di cose crearmi un piccolo ufficio casalingo.

Non potevo resistere molto a lavorare dal portatile, quindi sono tornato in ufficio a recuperare un po’ di cose, altre le ho acquistate.

Ecco cosa uso ad oggi, sono abbastanza soddisfatto del setup e sicuramente avrei potuto spendere di più, ma diciamo che non mi lamento.

Audio e video

Cominciamo dal reparto audio/video. Call, meeting… Tutto ormai ruota attorno a webcam, cuffie e microfono.

Partiamo dalla webcam. Ho cercato per settimane una webcam decente online: sparite. Ho risolto in maniera egregia con EpocCam: un’app (disponibile per iOS e Android) un’app che trasforma le fotocamere del vostro cellulare in una webcam Full-HD. Scaricate la trial, per capire se fa al caso vostro.

EpocCam, come dicevo, trasforma il vostro smartphone (e le sue fotocamere da 1000 megapixel) in una webcam wireless fatta e finita. Dovreste installare solo un piccolo driver sul vostro PC (o Mac) per permettere ai due device di interagire.

Con la versione a pagamento otterrete molte più feature: vi sfido a trovare una webcam bella come il vostro cellulare per 8.99€.

Ho montato il mio cellulare su un vecchio cavalletto per macchinette digitali grazie al Manfrotto MCLAMP (un connettore in plastica che permette di montare cellulari su cavalletti fotografici o di usarlo come piccolo cavalletto), e sono super soddisfatto del setup.

Se poi volete per forza una webcam, vi consiglio la Logitech Streamcam, senza se e senza ma.

Streaming a 1080p per 60 frame al secondo, anche in verticale (se siete amanti delle storie di Instagram o di TikTok). Peccato per il prezzo.

Per quel che riguarda la parte audio uso le mie fidate Sony MDR-10RC.

Audio perfetto e microfono chiaro e preciso (così mi dicono i miei colleghi).

Il monitor

Ho dovuto cedere e comprare uno schermo nuovo per poter lavorare senza diventare cieco. Ho scelto un monitor 4K da 28″.

Il Samsung U28E570D è un ottimo monitor.

  • Response time di 1ms
  • Audio passante
  • 2 porte HDMI e 1 porta display port

Per meno di 250€ non so se sia possibile trovare di meglio in giro al momento. Se proprio vogliamo trovargli un difetto… Le cornici ai bordi sono un po’ spesse, ma ci convivo facilmente.

Ho tutto lo spazio che mi serve, e anche di più.

Mouse e tastiera

Concludiamo la panoramica del mio setup casalingo con mouse e tastiera…

Ho una piccola tastiera meccanica con cui mi trovo molto bene e un Logitech M590 Bluetooth che supporta un massimo di 2 device in contemporanea. 1000DPI e passa la paura.

In conclusione…

Come vedete non è un setup super costoso e/o elaborato, ma mi ha permesso di lavorare tranquillamente e comodamente a casa per tutti questi mesi.

E chi vuole tornarci più in ufficio?

Dai Beppe Sala, basta.

Beppe Sala, sindaco di Milano, puntuale come un orologio, getta anche questa settimana il sasso del “basta smart-working” per poi nascondere subito la mano.

“È evidente che una parte della città è ferma perché qualcun altro non lavora in presenza. Capisco che c’è una necessità di smart working, però non consideriamola normalità.

Se dovessimo considerarlo normalità dovremmo ripensare la città e ripensare la città richiede tempo”.

Sai che c’è Beppe Sala? Basta.

Milano ha campato di storytelling e aperitivi post-ufficio per troppo tempo. Togli a Milano la gente che va a lavorare e cosa rimane?

Il turismo ormai te lo scordi, non puoi contarci fino alla ripresa completa/vaccino.

Il “milanese” non esiste più da 50 anni. Sono (siamo) tutti terroni che lavorano a Milano e quei pochi rimasti sono tutti nella loro casetta ad Alassio e non vanno certo ai Bagni Misteriosi se hanno l’alternativa.

Tantissimi ristoranti, bar, negozi campano con i pendolari, che magari si fermano anche per l’aperitivo, così evitano il traffico della tangenziale.

Di andare al ristorante è passata la voglia, di andare in giro anche, tra mascherine, metri di distanza, ecc…

Cosa rimane a Milano se togli i lavoratori? Rimane una città in gran parte brutta (siete mai stati in Bicocca o in Piazzale Maciachini? O a Corvetto? O anche solo fuori dall’area C?), bar e ristoranti che propongono cibo di merda a prezzi stratosferici e poco altro.

Beppe Sala non è uno scemo e lo sa. Non può vendere Milano se perde i suoi più grossi clienti. Non può sperare di vincere le elezioni (comunali o regionali che siano) se deve ripensare la città.

Lo smart working è qui per restare, le aziende stanno cominciando a capire ora i vantaggi (non solo economici) della cosa. E Milano ha paura.