Nespresso o macchina del caffè con grani?

Dopo 12 anni di Nespresso, 2 macchinette cambiate e migliaia di capsule utilizzate siamo passati ad una macchina per caffè automatica De’Longhi, il nostro regalo di Natale in anticipo.

Più precisamente abbiamo acquistato una De’Longhi Dinamica Plus. L’abbiamo pagata 750€ e ci hanno regalato anche 6 bicchieri/tazze (quelli che vedete nella foto) e il decalcificante.

De’Longhi Dinamica Plus

Ora, la spesa è sicuramente elevata, ma rientreremo della spesa in circa un anno e mezzo, prima se troviamo un caffè da 10€ al kg che ci piaccia: i conti sono presto fatti.

Consumiamo 6 caffè al giorno: 2 la mattina, 2 dopo pranzo e 1/2 durante la giornata (se sono a casa da solo 1, altrimenti 2)… Per semplicità assumiamo che non venga mai nessuno a trovarci e non si offra alcun caffè extra, portando a 6 caffè il totale giornaliero.

NespressoMacchina Automatica De’Longhi
Caffè al giorno66
Costo Capsula Nespresso (Roma, il nostro preferito)0,39€
Costo caffè in grani di ottima qualità al supermercato ~20-25€/Kg
Consumo caffè in grani al mese ~1Kg
Costo per mese (30gg * 6 caffè)~70.20€
(assumendo di consumare sempre capsule Roma)
~25€
(assumendo di comprare il caffé più costoso disponibile)
Conti della serva, caffè edition

Il risparmio è di quasi 45/50€ al mese. Ci ripaghiamo la macchina del caffè nuova in 16 mesi (o meno) e nel frattempo inquiniamo praticamente zero (i fondi di caffè li butto nei vasi delle piante), ci facciamo 12 bevande a base di latte diverse e ci sentiamo un po’ Brad Pitt… Che diciamocela tutta, Clooney ha un po’ stufato.

Non diteci di prendere le capsule compatibili “che costano meno”. Ne abbiamo provate a bizzeffe e solo il Roma o il Starbucks Blonde Espresso Roast ci piacciono (tra l’altro costano praticamente uguali).

Non diteci di passare alla moka. La moka va pulita sempre e comunque, la macchina del caffè fa la cremina e posso anche non pulirla per 2/3gg. E in più la moka non fa il cappuccino come al bar.

Avremmo potuto prendere una macchina meno costosa? Sì (risparmiando ancora di più), tipo questa, ma a noi piacciono le cose con il bluetooth e il display colorato. Siamo fatti così.

Quanti soldi avremmo potuto risparmiare negli ultimi 12 anni? Usando la tabella qui sopra:

  • 70€ al mese per 12 anni sono poco più di 10.000€.
  • Con una macchinetta a grani e caffè a 25€/Kg: sono 3600€.

Un risparmio di 6400€ escludendo il costo delle macchine. Il prezzo del nostro viaggio di nozze a Dubai + 10gg alle Maldive, praticamente.

Per concludere. Nespresso cacca pupù…

E voi come bevete il caffè?

Abbiamo sbagliato tutto

Questo post lo dedico a noi: gli scemi che lavoriamo, paghiamo le tasse, passiamo il tempo a formarci, a leggere libri, a frequentare webinar e corsi online, mentre gli altri fanno i soldi su Internet (in nero) alla faccia nostra.

Argomento di oggi non è onlyfans (mi spiace), ma i cartomanti di TikTok. Esatto, non ci credevo nemmeno io. La Gen Z crede ancora ad oroscopi e cartomanti.

In cambio di moneta virtuale, incassabile poi su PayPal, questi personaggi leggono carte e risposte da libri tipo questo a CENTINAIA di spettatori che li pagano tra le 100 e le 500 coin alla volta.

Ho visto live da 400 persone collegate contemporaneamente. C’era questa signora (vedi screenshot) che leggeva domande e rispondeva scartando carte da gioco napoletane, ovviamente solo dietro pagamento in coin di TikTok.

Vado a piangere dal commercialista

The Quiet World

In an effort to get people to look
into each other’s eyes more,
and also to appease the mutes,
the government has decided
to allot each person exactly one hundred   
and sixty-seven words, per day.

When the phone rings, I put it to my ear   
without saying hello. In the restaurant   
I point at chicken noodle soup.
I am adjusting well to the new way.

Late at night, I call my long distance lover,   
proudly say I only used fifty-nine today.   
I saved the rest for you.

When she doesn’t respond,
I know she’s used up all her words,   
so I slowly whisper I love you
thirty-two and a third times.
After that, we just sit on the line   
and listen to each other breathe
.

Non so perché ma questa poesia mi ricorda qualcosa…

Cose che nessuno ti dice sul tuo primo cane

Riassunto delle puntate precedenti: ci siamo presi un Jack Russell. O lui ha preso noi, non ne siamo ancora sicuri.

Per me è il primo cane e in questi 4 mesi ho imparato tante cose nuove, comprese quelle che nessuno ti racconta parlando de “i primi mesi del cucciolo a casa tua”.

  • Casa tua sarà mediamente più sporca, nonostante tu pulisca il doppio
  • Sarai meno schizzinoso/a: vomito, pipì, cacca. Ho detto tutto
  • Non si dorme un cazzo. Freddie questa mattina è voluto uscire alle 6
  • Portando fuori il cane conoscerai tutto il vicinato. Sono 8 anni che abito qui e ho conosciuto più persone negli ultimi 3 mesi che negli 8 anni precedenti
  • La gente che conoscerai portando fuori il cane è mediamente simpatica, ma di sicuro incontrerai qualche maleducato: chi non sa gestire il proprio cane, chi ha schifo del tuo cane e non vuole che si avvicini a meno di 100m da casa sua, chi gli salta addosso per fargli le coccole senza chiedere il permesso (e senza mascherina)
  • Portando fuori il cane ti accorgerai che il verde pubblico è mantenuto a cazzo di cane. Ma forse è il comune di Giussano che taglia l’erba solo sotto elezioni
  • Diventerai geloso/a del tuo cane: “Perché a quello sconosciuto scodinzola più che a me?”

Se avete altre aggiunte da fare a questa lista lasciate pure un commento!

Ah sì, la dog tax, dimenticavo…

Freddie

Pasticceria “ciccio pasticcio”

Dove abito io (a 5/600m da casa mia) c’è questa pasticceria/bar davvero strana, aperta da almeno 3 anni. Apre tardi (alle 9:00), è chiusa nei giorni di festa (a Pasqua e Pasquetta era chiusa, per esempio) e non ci ho mai visto entrare nessuno.

Ho cambiato lavoro qualche mese fa e prima di cominciare a lavorare per la nuova azienda ho avuto qualche giorno libero attorno al Natale. Saranno state le 10 del mattino, spinto da morbosa curiosità entro per far colazione.

Immaginate la scena: di solito le pasticcerie prima del Natale traboccano di Panettoni, profumi e clienti. Non c’è nessuno. Bancone tristemente vuoto, neanche un alberello di Natale. Scopro che la commessa (o la proprietaria?) è appesa ad una scala per cambiare una lampadina e ci mette 10 minuti per venire a servirmi. Chiedo una brioche. Non ne aveva.

Prendo il mio caffé e me ne vado.

Ora, anche se la prima (e più probabile) ipotesi è quella che la pasticceria sia solo l’ennesima copertura per qualche operazione di riciclaggio di denaro sporco (in Brianza regna l’ndrangheta, ma pure la camorra si sta facendo spazio), mi piace credere che questa pasticceria tutta decorata di viola sia gestita da un pasticcere ricchissimo e pasticcione che ci mette tanto amore e passione in quel che fa, ma davvero, non gliene riesce una.

Oppure il pasticcere è talmente strafatto di eroina che crede di avere un negozio ben avviato quando in realtà è steso in un letto con la siringa perennemente nel braccio e la sua commessa fa quel che può pur di mantenere il posto di lavoro, non so, è che mi piace credere alle favole. Anche a quelle senza lieto fine.

Cave canem

Freddie è arrivato il 16 Gennaio. Il nome completo sarebbe Freddie Mercury My Lovely Valentine. Ma non ce la meniamo. È un monello Jack Russell di quasi 4kg ormai. Impara. Cresce. Gioca. E noi con lui. C’è molto da lavorare. “La razza è difficile!” ci hanno detto. Le cose difficili ci piacciono.

Ci ha migliorato e cambiato la vita? Sì. Decisamente.

Agorafobia, portami via

Lidl, nuova apertura proprio accanto a casa. Cerco parcheggio. (ma sono tutti qui?). Ci metto 15 minuti. Entro. Disinfettante. (non provano la temperatura?). Un vecchio tossisce. (stai a casa vecchio di merda). Si abbassa la mascherina. Tossisce forte. Mi allontano. (vai a casa, vecchio di merda). Gli altri si allontanano. Ansia. (e se lo incrocio nella prossima corsia?). Non compro niente. Esco. Disinfettante.

Vado al Mediaworld. (così mi passa). Parcheggio. Fila all’ingresso. (vaffanculo, ma tutti qua siete?). Giro i tacchi. Disinfettante. Torno a casa. Passo davanti al bar della mia piccola frazione. Veranda. Chiusa. Tavolini tutti pieni. (che cazzo?!). Distanza zero. Mascherine zero. (la mascherina ostacola lo spritz). (ma sono io pazzo o sono loro?).

Casa. Disinfettante. Cambio. Relax.

Ho pianto un po’

Ho pianto un po’ e non mi vergogno a dirlo. Le file al supermercato e la spesa online, i morti, i bollettini alle 18, le chiamate su Zoom e FaceTime, i week-end chiusi in casa, la paura per quella tosse che è durata un mese, la paura per sorelle, nipoti, genitori, parenti…

Non è finita, eh, ma posso almeno guardare indietro e versare qualche lacrima. Lacrime di tristezza, ma anche lacrime di orgoglio.