Coronavirus, parte terza

Lo so, lo so. Non scrivo mai e poi scrivo 3 post sul coronavirus, ma è qualche giorno che aggiorno questa mappa dei contagi in Italia e noto, giorno dopo giorno, che i contagi non stanno per niente diminuendo, specialmente in Lombardia.

Lungi da me impanicarmi, ma vedo in giro un certo “menefreghismo”… La gente fa la stessa vita di prima: affolla i supermercati, va a sciare in massa, porta i bimbi al parco (super affollati quelli attorno a casa mia), fa la stessa vita di sempre.

Eppure ci viene consigliato da più parti di starcene a casa. Ma la gente se ne frega. Oggi sono uscito di casa per la prima volta dopo un po’ di tempo, e credevo di non trovare nessuno in giro… Invece…

Sarà un’emergenza molto lunga.

Un popolo di santi, poeti, navigatori e virologi: parte 2

Non è che mi piaccia parlare di coronavirus. È che questa epidemia sta tirando fuori dinamiche interessantissime da osservare.

  • L’accaparramento di risorse. Nonostante sia più che calmo, mi ritrovo con circa 15Kg di pasta. “Ne compro un po’ di più, non si sa mai” è stata la scusa che ho accampato. Pare io sia proprietario di ben 24 maxi-rotoli di carta igienica, equivalenti ad almeno una 50ina di rotoli normali.
  • Lo smartworking. Per fortuna la mia azienda ha saggiamente deciso di lasciarci a lavorare da casa per l’intera settimana. Non sono mai stato così produttivo. Spero che questo esperimento apra un po’ di menti.
  • Le consegne. Amazon dopo una sbandata iniziale consegna tranquillamente. Ho giusto comprato due cavolate arrivate in perfetto orario.
  • Il medico di famiglia. A casa abbiamo avuto l’influenza e siamo in via di guarigione. Il mio medico di famiglia è molto giovane, ma molto smart. Ti telefona, ti manda email, e quando ne abbiamo avuto bisogno l’abbiamo sempre trovato. Un vero baluardo della tanta vituperata sanità italiana. No, il nome non ve lo dico, se no me lo rubate.
  • Gli indesiderati siamo noi. L’ironia qui si spreca. Gli italiani non sono graditi in molte nazioni ormai. Come cambiano in fretta le carte in tavola!

Coronavirus e social network

3 (o 6?) casi confermati in Lombardia e il panico sui social è alle stelle. Su Facebook, visto che ho un po’ di tempo da perdere (sono a casa malato, niente coronavirus), ho trovato un po’ di tutto anche con l’aiuto di amici e colleghi.

  • La caccia all’untore: tutti vogliono I NOMI, che la privacy vada a quel paese
  • La colpa data al governo
  • Razzismo nei confronti dei cinesi
  • Medici della domenica che gridano alla quarantena per tutta la pianura padana e suggeriscono impacchi di vitamina C

Un popolo di santi, poeti, navigatori e virologi.

Ho quasi 40 anni e faccio quel cazzo che voglio

Una rivelazione. Così, nata da un commento che ho fatto su Reddit.

Ho un cappello natalizio con tanto di barba di Babbo Natale.

Una roba tipo questa: https://images.app.goo.gl/eR9dUos4Br8fVDyg8

Ci ho girato per mezza Europa durante i vari mercatini di Natale che visito. Perché lo metto? Lo faccio perché ho quasi 40anni e posso fare il cazzo che voglio.

Credo non ci sia niente di più vero per me oggi, e niente di più bello.

Bella domanda

Perché non lo fai?

Me l’hanno chiesto giusto oggi. La prima risposta, di pancia è stata: “non ne ho il tempo”.

Che poi riflettendoci, può essere solo poco più che una scusa.

La fine dell’anno che sta arrivando è il momento migliore per fare la classica lista dei buoni propositi per l’anno nuovo.

C’è solo un momento migliore della fine dell’anno per fare una lista di buoni propositi. Farla ora.

L’ottimismo di Trenord

Vorrei essere ottimista come Trenord. Cambiano l’orario di partenza del mio treno dalle 8.08 alle 8.11.

Stesso orario di arrivo a Milano Affori, 8.41.

Promettono quindi di metterci 3 minuti in meno, per un treno che mediamente ha 10 minuti di ritardo. Tutti. I. Santi. Giorni.

O forse si tratta solo di un trucco per limare i ritardi e non pagare i bonus ai pendolari.

Ah, anche oggi 14 minuti di ritardo. Sarebbero stati 17 senza questo spostamento di orario.

Surroga del mutuo. Così facile che avrei dovuto pensarci prima

Già mi vedo i titoli:

“L’UOMO CHE LE BANCHE ODIANO”.

“IL SEGRETO CHE LE BANCHE NON VOGLIONO FARTI SAPERE”

Scherzi a parte, non ci credevo. Ma un amico mi ha convinto a provarci. Il mio non era nemmeno un mutuo facile: 90% e più del valore della casa, durata trentennale, fine pena 2043, tasso fisso.

Ho fatto qualche preventivo di surroga con banche online e non:

  • Stessa rata: durata 10 anni in meno.
  • Stessa durata: ~250€ in meno AL MESE

Preventivi alla mano, vado nella banca dove ho il mutuo. Dopo un paio di tira e molla, con tanto di “tanto lo sapete che se non lo fate voi lo farà qualcun altro” (leggete qui, la prima surroga è gratuita), in cambio di una polizza infortuni da 50€ al mese, annuale, che poi potrò disdire al volo, in un paio d’ore ho risolto, con una scritturina privata.

Ancora non ci credo. Sono davvero tanti soldi!

Complimenti

Ieri una ragazza che è arrivata a lavorare qui poco prima di me mi ha detto:

Quando ti ho visto non ho pensato tu fossi nuovo. Pensavo fossi appena tornato dalle ferie. Eri già così inserito…

L’ho preso come un complimento per me, ma anche per l’azienda e i miei nuovi colleghi.