L’ottimismo di Trenord

Vorrei essere ottimista come Trenord. Cambiano l’orario di partenza del mio treno dalle 8.08 alle 8.11.

Stesso orario di arrivo a Milano Affori, 8.41.

Promettono quindi di metterci 3 minuti in meno, per un treno che mediamente ha 10 minuti di ritardo. Tutti. I. Santi. Giorni.

O forse si tratta solo di un trucco per limare i ritardi e non pagare i bonus ai pendolari.

Ah, anche oggi 14 minuti di ritardo. Sarebbero stati 17 senza questo spostamento di orario.

A Madrid si fa la fila

Siamo stati 9 giorni in Spagna. Prima a Madrid, poi a Barcellona. Ci siamo mossi in treno da una città all’altra: un po’ perché gli aeroporti sono una perdita di tempo, un po’ perché ci piace viaggiare in treno.

Non ero mai stato stato in Spagna: lo ammetto, una grossa mancanza. Abbiamo sopperito abbondantemente.

Una cosa che mi ha stupito di Madrid è la quantità di “file” che tocca affrontare…

  • Vuoi mangiare? Fai la fila.
  • Vuoi entrare al museo? Fai la fila.
  • Vuoi comprare un biglietto della lotteria? Fila.
  • Capodanno in piazza? Fila.

Di Barcellona invece non posso dire nulla. Caos organizzato. Organizzatissimo. Una spinta verso l’autonomia che è ancora viva e forte, anche se i giornali qui non ne parlano.