Mi hanno fregato la primavera

Potrei dare la colpa al governo cinese, alla globalizzazione, a quel tizio di Codogno che col coronavirus si è fatto 8 mezze-maratone, 15 cene e 31 apertivi, oppure al tizio che ha deciso di abbinare il pipistrello al maiale nella sua zuppa di merda…

Non lo so, non mi interessa nemmeno più a questo punto.

So solo che qualcuno mi ha fregato la primavera. E deve ridarmela.

Per gli autografi, da questa parte

In questa settimana di ferie non sono stato con le mani in mano: ho fatto un sacco di cose, ho addirittura pubblicato due libri. Come ho raggiunto questo straordinario risultato?

Se fossi fan di uno di quei guru del web vi direi: “ho semplicemente seguito il corso di Marco Gurupreneur che per soli 999.99€ mi ha insegnato come rimanere concentrato”.

In realtà ho solo investito un paio di giorni del mio tempo: ho unito una cosa che so fare (programmare, mi pagano per farlo di solito, quindi devo essere almeno “decente”, no?!) con una cosa che non sapevo fare (pubblicare libri in self-publishing sulla piattaforma Amazon KDP).

Di solito funziona così, non ho inventato nulla. Sin dai tempi antichi l’uomo ha preso qualcosa che sapeva fare e l’ha usato per fare qualcos’altro: vediamo un esempio.

Grog ha molto tempo libero: nel 5000 A. C. Facebook non è stato ancora inventato. Sa scalpellare la pietra, ma non sa come muoversi più velocemente. Un bel giorno vede rotolare dei sassi giù per una collina.

Gli viene un’idea.

Ordina subito uno scalpello nuovo su Amazon (sì, Amazon c’era già, fidatevi) e scalpellando pietre quadrate ottiene pietre tonde che attacca a dei contenitori di legno. Ora può muoversi con molta più facilità.

Mette la sua invenzione in vendita su Amazon, chiamandola ruota. Ottiene subito un successo enorme.

Quindi, tornando ai giorni nostri, ho preso quello che so fare, ho tirato fuori dal cilindro con un po’ di bestemmie un generatore di Sudoku (con tanto di soluzioni) e gli ho appiccicato questa libreria per la generazione di PDF.

Pubblicare poi il risultato su Amazon KDP è stato più facile del previsto. Basta seguire le istruzioni, produrre un PDF per il libro e uno per la copertina (la parte più fastidiosa è la definizione dei margini, ma niente di insormontabile), fare l’upload e decidere il prezzo.

Amazon si occupa di tutto il resto, come al solito, è quasi fastidiosa per quanto è precisa. I libri vengono stampati al momento dell’ordine e inviati a casa dell’utente freschi di stampa.

Il tutto senza nemmeno dover garantire un minimo di copie come fanno “certi editori” di mia conoscenza.

Quindi ora sono un autore pubblicato, e voi no. O meglio, non ancora. Non avete davvero scuse. Sorvoliamo sul fatto che si tratti di Sudoku (che nemmeno mi piacciono, preferisco le parole crociate), ma da qualche parte dovevo pur cominciare.

Prima o poi finirò anche quel romanzo che tratta di dinosauri programmatori. Ma prima vado a bullarmi con certi miei conoscenti che hanno pubblicato anche loro un libro in questo modo e fanno i professoroni su LinkedIn con titoli quali “Autore/trice di romanzi” (storia vera, ahimé).

Ah, curiosi di vedere i miei primi due capolavori? Li trovate qui:

Per gli autografi, da questa parte, prego.

Google Stadia? Boh

Ho approfittato dei 2 mesi di prova offerti Google Stadia. Ho attaccato un DualShock 4 al mio Mac del 2015 (riconosciuto alla perfezione da Stadia) e ho giocato un paio d’ore.

Risultato: boh.

  • Il catalogo è inesistente: giochi scandalosamente banali sono offerti come “pro”. Gli altri… Boh.
  • L’esperienza di gioco è buona. Se non si ha nient’altro a cui giocare. Grid è fluidissimo, i giochi riconoscono il joypad PS4 e adeguano la UI di conseguenza. Tempi di caricamento inesistenti, quelli sì.

Sinceramente, da proprietario di console, non darei mai soldi a Google Stadia, ma forse il target non sono i gamer “veri”. Per loro c’è ben altro là fuori.

Il progetto è chiaramente sulla via dell’abbandono (come molti altri progetti Google), ma è un ottimo esperimento: se Google fosse seria riguardo Stadia, potrebbe comperare Nintendo e cambiare il mercato dei videogame per sempre.

Purtroppo, non succederà.

Come state? Noi stiamo bene!

La quarantena è dura anche per due pantofolai come noi, ma stiamo bene. Non ci manca nulla e riusciamo a lavorare tranquillamente da casa.

I nostri genitori li vediamo/sentiamo via FaceTime. Per gli amici usiamo Zoom, tutti gli altri… WhatsApp e Telegram. Quando non lavoriamo Roberta dipinge e legge, io mi ammazzo di PlayStation e ho cominciato a fare qualche corso online.

Cuciniamo tanto, mangiamo troppo.

E voi come state? Taggo Gioxx, Lorenzo, Andrea.

Trucchi semplici per il lavoro da casa

Ok, magari è la prima volta che lavorate da casa per un lungo periodo. Siete un po’ spaesati, vi perdete in un rivolo di mille attività casalinghe (tipo mettere la lavastoviglie, cosa che non fate mai) e non riuscite a concludere nulla.

Sappiate che non è colpa del coronavirus!

Vi aiuto io! Sono anni che lavoro da casa (saltuariamente prima, con più regolarità poi) e vi traduco qui un post che ho scritto qualche tempo fa sul mio blog in inglese.

  • Rispettate la solita routine mattutina: doccia, barba, lavarsi i denti… Come se si dovesse uscire di casa
  • Vestitevi casual se volete, ma vestitevi (il pigiama è bandito) e mettetevi sempre le scarpe (inganna la vostra mente: se mettete le scarpe state andando al lavoro)
  • Puntate la sveglia sempre alla stessa ora, come quando andate in ufficio. Concediti al massimo 15 minuti di sonno in più
  • Fate il bucato, il letto, ecc… PRIMA di iniziare a lavorare (evitate le distrazioni!)
  • Trovate un angolo silenzioso in casa lontano dai bambini, se ne avete. Se dovete guardare i vostri figli mentre lavorate da casa, sappiatelo, siete i miei eroi
  • Prendetevi il vostro tempo. Se siete abituati a prendere un caffè intorno alle 11 in ufficio, fate lo stesso a casa
  • Pausa pranzo di 1 ora? Fate una pausa di 1 ora. Di solito mangiate alla scrivania? Fate un pranzo veloce anche a casa.
  • Se di solito lasciate l’ufficio alle 18:00, smettete di lavorare alle 18:00, è facile perdere la cognizione del tempo!
  • Se avete bisogno della massima resa della connessione a Internet, fermate tutti i download/torrent o qualsiasi altra attività “non lavorativa” che consuma banda
  • Controllate la VPN (o qualunque connessione voi stiate usando) la sera prima (o meglio, con un po’ di anticipo) per essere pronti in caso di problemi.
  • NO TV! (mettete un po’ di musica se vi annoiate)
  • Fate qualche passeggiata in giro per casa ogni ora
  • Bevete molta acqua

Restiamo a casa, sì, ma con criterio!

Coronavirus, parte terza

Lo so, lo so. Non scrivo mai e poi scrivo 3 post sul coronavirus, ma è qualche giorno che aggiorno questa mappa dei contagi in Italia e noto, giorno dopo giorno, che i contagi non stanno per niente diminuendo, specialmente in Lombardia.

Lungi da me impanicarmi, ma vedo in giro un certo “menefreghismo”… La gente fa la stessa vita di prima: affolla i supermercati, va a sciare in massa, porta i bimbi al parco (super affollati quelli attorno a casa mia), fa la stessa vita di sempre.

Eppure ci viene consigliato da più parti di starcene a casa. Ma la gente se ne frega. Oggi sono uscito di casa per la prima volta dopo un po’ di tempo, e credevo di non trovare nessuno in giro… Invece…

Sarà un’emergenza molto lunga.

Un popolo di santi, poeti, navigatori e virologi: parte 2

Non è che mi piaccia parlare di coronavirus. È che questa epidemia sta tirando fuori dinamiche interessantissime da osservare.

  • L’accaparramento di risorse. Nonostante sia più che calmo, mi ritrovo con circa 15Kg di pasta. “Ne compro un po’ di più, non si sa mai” è stata la scusa che ho accampato. Pare io sia proprietario di ben 24 maxi-rotoli di carta igienica, equivalenti ad almeno una 50ina di rotoli normali.
  • Lo smartworking. Per fortuna la mia azienda ha saggiamente deciso di lasciarci a lavorare da casa per l’intera settimana. Non sono mai stato così produttivo. Spero che questo esperimento apra un po’ di menti.
  • Le consegne. Amazon dopo una sbandata iniziale consegna tranquillamente. Ho giusto comprato due cavolate arrivate in perfetto orario.
  • Il medico di famiglia. A casa abbiamo avuto l’influenza e siamo in via di guarigione. Il mio medico di famiglia è molto giovane, ma molto smart. Ti telefona, ti manda email, e quando ne abbiamo avuto bisogno l’abbiamo sempre trovato. Un vero baluardo della tanta vituperata sanità italiana. No, il nome non ve lo dico, se no me lo rubate.
  • Gli indesiderati siamo noi. L’ironia qui si spreca. Gli italiani non sono graditi in molte nazioni ormai. Come cambiano in fretta le carte in tavola!

Coronavirus e social network

3 (o 6?) casi confermati in Lombardia e il panico sui social è alle stelle. Su Facebook, visto che ho un po’ di tempo da perdere (sono a casa malato, niente coronavirus), ho trovato un po’ di tutto anche con l’aiuto di amici e colleghi.

  • La caccia all’untore: tutti vogliono I NOMI, che la privacy vada a quel paese
  • La colpa data al governo
  • Razzismo nei confronti dei cinesi
  • Medici della domenica che gridano alla quarantena per tutta la pianura padana e suggeriscono impacchi di vitamina C

Un popolo di santi, poeti, navigatori e virologi.