A Madrid si fa la fila

Siamo stati 9 giorni in Spagna. Prima a Madrid, poi a Barcellona. Ci siamo mossi in treno da una città all’altra: un po’ perché gli aeroporti sono una perdita di tempo, un po’ perché ci piace viaggiare in treno.

Non ero mai stato stato in Spagna: lo ammetto, una grossa mancanza. Abbiamo sopperito abbondantemente.

Una cosa che mi ha stupito di Madrid è la quantità di “file” che tocca affrontare…

  • Vuoi mangiare? Fai la fila.
  • Vuoi entrare al museo? Fai la fila.
  • Vuoi comprare un biglietto della lotteria? Fila.
  • Capodanno in piazza? Fila.

Di Barcellona invece non posso dire nulla. Caos organizzato. Organizzatissimo. Una spinta verso l’autonomia che è ancora viva e forte, anche se i giornali qui non ne parlano.


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Buon Natale!

Buon Natale, davvero. Cibo, compagnia a volontà, e finalmente un po’ di riposo.

Il 2018 è stato un anno intenso, ma l’ho dichiarato già da un po’…

2019 anno della svolta.

Difficile che il sottoscritto si sbagli. Non vedo l’ora.

C’è un mondo oltre il nostro naso

Ogni tanto, in un momento di improvvisa lucidità, mi rendo conto per qualche minuto di essere schiavo di questo schermo da 4 punto qualcosa pollici che tengo in mano.

Tiro su il naso, metto il telefono in tasca e mi guardo attorno: vedo belle ragazze, bei ragazzi, gente che legge, che chiacchiera, gente di tutti i colori, gente innamorata.

Se sono particolarmente fortunato vedo una bella alba (come oggi).

E sorrido un po’.