2025, riassunto non richiesto

Facciamo quelli sportivi… Quest’anno ho vinto io. E sfido chiunque a dire il contrario.

Quest’anno ho cambiato lavoro, ho detto molti più no del solito (come dicono gli americani? “I stood my ground“? Ecco) e mi sono scoperto più resiliente di quanto pensassi (e no, anche se ho usato la parola “resilienza” non l’ha scritto ChatGPT questo post).

Quest’anno ho scoperto che le community crescono solo quando smetti di trattarle come hobby, che la parola “ownership” non è solo una parolina da slide, ma una pratica quotidiana, e che concetti come responsabilità, appartenenza e iniziativa funzionano benissimo anche fuori dall’orario d’ufficio.

Quest’anno ho parlato tanto, con tanta gente: ho parlato ovviamente di lavoro da remoto, di carriera, di soldi, di licenziamenti, e del fatto che nessuno sa davvero cosa sta facendo, soprattutto chi sembra così sicuro di quel che dice su LinkedIn.

Quest’anno mi inchino e ringrazio chi mi sta vicino, chi lavora con me, chi mi legge, chi mi sopporta, e sì, ringrazio anche chi ha silenziato i miei post ma è ancora qui (vi vedo 👀).

Nel 2026 meno fuffa, più sostanza. Quest’anno ho vinto il campionato, l’anno prossimo si punta alla Champions League.

Buone Feste, davvero. 🎄

A Natale puoi… infilartelo dove vuoi

Care case produttrici di panettoni e pandori, non mi avrete mai. I panettoni e i pandori da 750g a prezzo pieno infilateveli… Dove sapete.

Uno dei miei ricordi natalizi da bambino di 6 o 7 anni è relativo alla curiosità di capire perché un panettone pesasse sempre 1kg. C’era scritto bello in grande sulla scatola, con quella e che vuol dire “peso netto”.

Poi sono arrivate le equivalenze (in terza elementare?) e ancora una volta mi trovavo a pensare: 1000g = 1kg mentre ovviamente mi infilavo la scatola del pandoro in testa come un elmo insieme alle mie sorelle e ai miei cugini.

Quindi in questa casa i dolci natalizi da 750g non entreranno. Piuttosto non compro nulla.

I panettoni artigianali? Non sono argomento di questo post. Parlo solo di quei panettoni e pandori rosa o blu che compri al supermercato. La stanno facendo sempre più sporca con questa shrinkflation.

Attendere, prego

Ho deciso che voglio una stampante 3D. Più precisamente una Bambu Lab. Non so ancora quale modello acquisterò, né quando, ma so come l’acquisterò: ho preso un salvadanaio e ci metto qualche soldino ogni tanto.

Ho davvero bisogno di raccattare monetine per questa spesa? No, ma in un’epoca di “cose” veloci, questa la farò con calma, una moneta alla volta. Sono arrivato a 36.20€ e non ho fretta.

Ad un certo punto aprirò il salvadanaio (ha il coperchio, non c’è bisogno di romperlo) e conterò i soldi, andrò in banca, li verserò sul mio conto e comprerò la stampante che ho scelto.

Non sono un cattolico praticante e ho cominciato il salvadanaio qualche settimana fa, ma oggi il Papa ha parlato di “sapienza dell’attesa”. Non pretendo di credere che questa cosa sia correlata, ma queste parole sono abbastanza allineate a quel che penso.

Celebrando la Messa in occasione della Dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano, Leone XIV riflette sulla Chiesa esortando i fedeli ad essere “liberi dai criteri del mondo, che troppo spesso pretende risultati immediati, perché non conosce la sapienza dell’attesa“.

Io sono uno che quando vede una cosa che gli piace la compra subito, anche più volte. Chi mi conosce sa quante felpe Adidas possiedo. Vediamo come va.

Scrivo codice per lavoro da 20 anni… Ecco 256 cose che ho imparato

Sono passati solo 20 anni. Ho cominciato in una piccola web agency della Brianza grazie ad Alessandro e Livio, con cui ho condiviso diversi anni di lavoro. In questi 20 anni ho lavorato per una big della Silicon Valley, il più grande sito di annunci d’Italia, ho girato il mondo, e ancora oggi mi sto divertendo parecchio.

Qualcosa di buono in questi 20 anni di sicuro l’ho combinato.

Di quel buono che ho imparato, ti regalo 256 consigli: molti sono ovvietà, altri sono meno ovvi, altri sono semplicemente constatazioni personali. Magari a volte mi ripeterò un po’ e non sempre applico questi consigli nel mio lavoro di tutti i giorni, ma il titolo clickbait doveva fartelo capire, no?

Magari in futuro approfondirò qualcuno dei temi proposti… Se hai tempo leggi anche questo articolo, che mi ha ispirato nel creare il mio. Continua a leggere “Scrivo codice per lavoro da 20 anni… Ecco 256 cose che ho imparato”

I treni di Tozeur

Gira in TV lo spot di una famosa marca di intimo ambientato su un treno: belle ragazze viaggiano su un treno altrettanto bello.

Mi sono tornati in mente i viaggi in treno che facevo sulla tratta Milano-Bari d’estate, a volte da solo. Mi sono tornati in mente i racconti dei miei amici, i romanzi, i film, insomma, diversi episodi dove chi viaggiava in treno stringeva amicizia con i propri compagni di scompartimento.

A me non è mai successo nulla del genere. Ho sempre viaggiato con:

  • persone anziane
  • religiosi
  • bambini urlanti
  • persone dalla scarsa igiene personale

Mai e dico mai ho viaggiato con ragazzi della mia età con cui anche solo scambiare qualche parola. Adesso sono vecchio e ci sono i frecciarossa senza scompartimenti. Credo di essermi perso davvero qualcosa.

Avevo voglia di scrivere cose a caso 2

Flusso di pensieri, parte 2. Giusto per mettere a terra tutto quello che mi gira in testa.

Venezia è sempre meravigliosa.

Andrea e Noemi prendono il volo. E voleranno altissimi. ♥️

Anche se mi sto divertendo, non sarà mai la stessa cosa (frase sibillina, lo so).

Ho imparato a guidare in montagna. Non che mi piaccia, ma ho imparato.

Basta un pallone e si ritorna bambini. Anche se ho compiuto 43 anni ieri.

Uso più spesso il mio dumb phone: mi aiuta a guardarmi attorno e non guardare sempre e solo uno schermo.

Se sono così: chiassoso, invadente, vocal (come dicono gli americani), se ti racconto tutti i fatti miei, se voglio essere sicuro di quel che mi accade attorno, se mi sveglio prestissimo la mattina, se faccio un sacco di foto, se mi preoccupo troppo per le persone, un motivo c’è. E sono comunque una “bella persona”. Nessuno mi convincerà mai del contrario.

Londra

Dopo tanti anni sono tornato a Londra e non l’ho trovata così cambiata come mi aspettavo.

A parte l’abbronzatura che mi porto a casa (incredibile quanto sole io abbia preso) e il cambio della guardia sul trono, mi è sembrata la solita Londra: multietnica, vivacissima, cara come il fuoco.

È il primo viaggio di piacere che faccio senza Roberta da quando stiamo insieme… A breve ce ne sarà un altro. Mi è mancata? Da morire. Posso viaggiare con altra gente che non sia lei? Decisamente no. Ma tocca adattarsi.

Colazioni leggere

Avevo voglia di scrivere cose a caso

È un periodo tosto.

Mi sono iscritto in palestra. Domani comincio (di nuovo) una dieta “seria”.

Al lavoro sto cercando di spingere un po’ di più: per la prima volta dopo tanto tempo ho una persona da seguire, guidare, far crescere e devo ammettere che non è proprio una sfida, ma davvero un altro mestiere. Non sono il suo manager, ma mi comporto come se lo fossi. Adesso siamo un team, dopo un anno e mezzo di lavoro semi-solitario. C’è un’enorme differenza. Potrei scriverne per giorni e giorni.

Ho finito a fatica Armi, acciaio e malattie: alla decima ripetizione dello stesso concetto, mi son sentito un po’ preso in giro: un lettore non deve mai sentirsi rispiegare 10 volte la stessa cosa. Menzione d’onore per il capitolo “Chi sono i Giapponesi?”, davvero interessante. Un libro che poteva esser lungo la metà.

Adesso voglio leggere un bel libro tecnico. Vediamo quale, ho una lista infinita di libri che vorrei leggere.

ChatGPT (e altri LLM) tra 5 anni avranno cambiato il mio lavoro per sempre. Intrigante e spaventoso.

Sono finito su BlueSky e mi sembra possa avere del potenziale, le vibes sono ottime. Artifact per diventare l’unica app di news di cui ho bisogno deve allargarsi un po’ fuori dagli USA.

Ho mangiato talmente male in questo nuovo ristorante in zona che non mi spiego come faccia ad essere così pieno e a ricevere i complimenti dei clienti al banco. Ma cosa mangia la gente a casa propria?

Avevo voglia di scrivere cose a caso. Perdonate la confusione.

E anche questo mondiale ce lo siamo levato dai…

È facile da “invidioso italiano che nemmeno c’era” sparare a zero su un campionato del mondo a cui nemmeno abbiamo partecipato, ma a palla ferma, ci sono troppe cose che saltano all’occhio…

L’emiro del Qatar si è comprato il suo mondiale di calcio, con una finale (bellissima) giocata da squadre i cui protagonisti giocano nella sua squadra (che poi la squadra sia di proprietà del fondo sovrano del regno poco cambia, sempre sua è) e la pagliacciata finale del “vestitino” messo di forza a Messi, il nemmeno voller mollare la coppa, quasi strappata di mano al CEO FIFA per la consegna.

Non parliamo poi delle persone pagate per riempieri gli stadi. Possono dire quello che vogliono, che non sia vero, che sono fantasie… Ma in vita mia non ho mai visto così tanti croati di origine indiana, ad esempio, tutti inquadrati dalle tv (per non mostrare le tante tribune vuote), eh.

Giusto durante il mondiale (ma guarda un po’ che combinazione) è scoppiato il “qatargate” che dimostra ancora una volta come i soldi possano davvero comprare tutto, non solo la FIFA.

A proposito di FIFA… La FIFA ha dimostrato ancora una volta di essere una “evil corp” con dichiarazioni allucinanti (e allucinate) sui diritti umani da parte del suo capo supremo. Sorvolerei, sono ormai impresentabili.

L’Argentina dimenticherà per qualche mese i suoi problemi e via così… Rimane un campionato del mondo che va in archivio, tra Messi e Mbappe, tra l’Italia che non c’era e le delusioni di Portogallo, Brasile e Inghilterra.

Panem et circensem.

Ci vediamo tra 4 anni.